''Caro Totò,
E' vero, è strano e stupido scrivere a un morto. Ma non abbiamo mai avuto la possibilità di chiarire il perché di quello che è successo. Poi , te ne sei andato. E io non ti ho pianto. Adesso che non ci sei più, voglio dirtelo: non ti ho mai odiato perchè non ti ho mai amato. All'inizio eri premuroso e affettuoso, mi avevi promesso una vita serena. Ma tutto questo era una fragile sagoma. Lo capivo che eri capriccioso, viziato, il rispecchio di una cultura maschilista, antica, di una morale alterata. Avevi un passato corrotto... Dopo il matrimonio siamo andati a vivere in Sicilia, nel tuo paese. Mi sentivo sola, ero spaventata, avevo solo quindici anni... Avevo capito chi eri veramente e avrei voluto scappare, tornare al mio paese. Ma ero più impaurita del moralismo della mia famiglia che di quel futuro oscuro insieme a te. E poi, mi sentivo in obbligo di pagare. In realtà, io sono scappata con te, anche se solo per andare a vivere in una realtà migliore. Quando mi dicevi che senza di te non me la sarei cavata, io ci credevo. Ed è per questo che tu non pensavi mai che ti avrei lasciato! Invecce si, son andata via, lontano date. Cosa ho pensato mentre che ti voltavo le spalle? H o pensato: io non sono mai stata sposata, ho due figli e sono solo miei. Mi sono sentita libera. Infatti, lo sai, se lo racconto a qualcuno tutto questo, mi sembra la storia di un'altra. Eppure mi torni spesso in mente, ma solo per il dolore delle ferite che mi hai inferto, che ancor' oggi lo sento.''
L.L.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Bello!
Posta un commento